Bollette non pagate, dieci Municipi finiscono in tribunale

Le quote mancanti ammontano a oltre 75mila euro

Mancano i soldi per le bollette, ma questa volta a non aver pagato non sono i cittadini ma dieci Comuni della provincia di Catanzaro. Tutti trascinati in tribunale dal Comune di Soverato, che passa alle maniere forti per tentare di recuperare le somme mai ricevute dai propri vicini di casa per la gestione del centro per l’impiego, che serve il territorio dell’intera provincia catanzarese. A mancare dal bilancio soveratese sono le quote di 5 anni dei comuni di Cenadi, Centrache, Chiaravalle, Davoli, Gasperina, Guardavalle, Isca sullo Jonio, Montauro, Montepaone e Olivadi, per un totale di circa 77.640 euro. «In un momento di ristrettezza economica – spiega il vicesindaco Pietro Matacera – non potevamo permetterci di rinunciare ad una cifra non di poco conto. Per garantire questo, come altri servizi, che servono i cittadini di tutti il comprensorio, ci troviamo spesso ad anticipare per altri enti le somme per le spese necessarie a pagare il costo delle utenze attive che, però, fatichiamo a recuperare. Falliti i tentativi di un componimento bonario delle controversie, non ci resta che adire le vie legali». Ma a quanto ammonta è il debito dei singoli Comuni? A pesare di più sulla cifra da recuperare è il debito del Comune di Guardavalle che, dal 2011 al 2016, non ha versato somme per 22.335 euro, quello del Comune di Montepaone che, per gli stessi anni, non versa 17.699 euro e quello del Comune di Davoli che deve al Comune confinante 8.325 euro. Cifre minori quelle dovute dal Comune di Isca (7.136 euro), di Cenadi (2.748 euro), di Gasperina (6.178 euro), di Centrache (274 curo), di Olivadi (2671 euro), di Montauro (2351 euro), di Chiaravalle (7908 euro). Questi i costi da affrontare per mantenere il centro per l’impiego, nato per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e poi divenuto nei fatti una realtà la cui funzione si è sempre più limitata ad un’attività amministrativa, rivolta ai cittadini disoccupati, ai lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito, e a lavora-tori in cerca di prima occupazione. «L’attività di recupero – spiega ancora Matacera – si inserisce nel lavoro di riordino dei conti del Comune in cui è essenziale prestare la massima attenzione per evi-tare che i cittadini soveratesi paghino in solitudine i servizi condivisi con gli altri abitanti del comprensorio».

Fonte: Gazzetta del Sud – Sabrina Amoroso

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