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Depuratori

Nel Basso Jonio Soveratese, dopo la pubblicazione sullo stato di salute dei depuratori della provincia di Catanzaro, da parte dell’Arpacal, tra gli operatori turistici e le popolazioni c’è preoccupazione, e tutti si chiedono quali saranno i rischi di questo degrado. Quali gli interventi per non compromettere la prossima stagione estiva? I sindaci come intendo muoversi? Sono questi gli interrogativi di chi è preoccupato per le problematiche ambientali che devono trovare con immediatezza una soluzione. Tra i 17 depuratori che sono stati sottoposti a controlli, quelli che presentano maggiori criticità e difformità nel trattamento delle acque reflue, anche i depuratori di Guardavalle, S. Caterina, e quello consortile di Isca, che comprende i comuni di Badolato, Isca e S. Andrea. Più volte sono state presentate denunce, per il cattivo funzionamento delle pompe di sollevamento con allagamenti per la fuoriuscita di liquame, ma anche per i danni ambientali provocati dallo scarico nei fiumi dei liquami. È necessario anche evidenziare che l’inquinamento verrebbe provocati da alcune strutture turistiche non a norma con il sistema di depurazione, e dalle autobotte di autospurgo che dopo aver ripulito i pozzi neri, invece di scaricare il liquame come previsto dalle normative di legge, nei depuratori, per evitare i costi, di notte scaricherebbero nei fiumi. Da qui la necessità di maggiori controlli da parte di chi è proposto a questi servizi di controll . Un problema non secondario riguarda i notevoli ritardi nello smaltimento dei fanghi, che si depositano nelle vasche di decantazione, i cui costi sono altissimi. È auspicabile che dopo queste segnalazioni le amministrazioni si mobilitano per evitare che l’imminente stagione estiva venga compromessa. L’iniziativa potrebbe essere gestita dall’Unione dei Comuni del Versante Jonico di Isca, che gestisce il depuratore consortile, attraverso una conferenza per adottare tutte le strategie affinchè i depuratori siano messi a norma, onde evitare un calo delle presenze turistiche in un territorio già fortemente penalizzato per la carenza di infrastrutture, viabilità statale 106, ferrovia jonica, collegamenti con l’aeroporto di Lamezia. In questo contesto la Regione Calabria è chiamata ad interventi risolutori per non far morire il turismo e l’economia dei territori che sono già in ginocchio.

Fonte: Il Quotidiano del Sud – Franco Laganà

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