Dimissioni del Parroco Don Roberto Celia

Sarà il nuovo parroco della Parrocchia “Madonna del Rosario” di San Sostene Marina. Al suo posto Don Massimo D’Amelio, attualmente parroco a Castagna

Saluto del 22 aprile
“L’amicizia è camminare insieme verso il Destino e, perciò, verso la Verità. Non si può essere amici, dimenticando o rinnegando qualche cosa. Perciò io sono amico tuo, io sono molto interessato a quello che tu pensi e a quello che tu senti, a ciò di cui hai bisogno … Un solo uomo ha detto che abbiamo lo stesso identico destino e che abbiamo lo stesso cuore ed è Cristo. Per questo io sono cristiano.” (don Giussani)
Ho voluto leggere questo pensiero di Don Giussani per farvi capire che quanto sto per comunicarvi è un annuncio tra amici e, quindi, se uno vive l’amicizia per quello che è, la rispetta e la condivide. Da 21 anni ho condiviso con voi il comune destino di essere “Comunità parrocchiale”. In questi ultimi anni ho vissuto il dramma della scelta. Non stiamo parlando di un mese qualsiasi dell’anno, dell’ inizio o della fine dell’ anno pastorale quando il Vescovo ci chiama per confermare o meno la scelta di rimanere o di andare. Negli ultimi sei anni, in ogni attimo, mi sono posto la domanda e tutto questo ha iniziato ad essere pesante anche per me. Spontaneamente e liberamente, ho deciso di essere trasferito in un’altra Comunità parrocchiale e, proprio perché siamo tra amici, vi spiego i motivi del perché questa scelta:
1. Avvicinarmi a Catanzaro, dove svolgo l’incarico di direttore della Caritas diocesana che, necessariamente, mi porta ad assumere meno impegni parrocchiali, tenuto conto che, spesso, nei pomeriggi, dovrò recarmi presso altri gruppi Caritas parrocchiali e che altri impegni sono legati alle tante attività di caritativa e di formazione.
2. Avvicinarmi a casa
3. Lavorare in una Parrocchia più povera, quella povertà che ho riscontrato anche nella nostra comunità ed è un vissuto di tante parrocchie delle frazioni di marina, la mancata consapevolezza dell’appartenenza.
Quando ho visto che ho iniziato a stare bene, ho pensato:”Bisogna rivivere la propria vocazione”. Sono stato bene con voi, ma ho bisogno di vivere quello che ho ribadito più volte: ”Siamo chiamati a grandi cose”. Se avete prestato attenzione, già nella celebrazione del giovedì e del venerdì santo, in un certo qual modo, ho preannunciato questa scelta.
Le omelie le preparo da Natale per Pasqua e da Pasqua per Natale. Questo per farvi capire che la scelta non risale a poco tempo fa.
Da parecchio tempo, vi ho riportato il passo finale del romanzo“Il Vecchio e il mare” di Hemingwai, in cui il protagonista dice:”Si è rotto qualcosa dentro. Ormai è tempo di andare”.
Un destino a cui sono chiamato mi porta a vivere una scelta diversa:
Uscire dalla comodità, perché qui sto bene, per vivere di nuovo il rischio di essere uomo di Dio.
Avrei potuto svolgere contemporaneamente l’incarico di Direttore della Caritas e di parroco. Ho sempre portato avanti più mansioni senza far pesare alla Parrocchia la mia assenza.
Ora, però, nello svolgimento del nuovo incarico, desidero che non venga meno la mia presenza perché, più volte, la ritengo più importante del fare. Conosco le mie capacità e avrei potuto condurre entrambi le cose ma il motivo di questa mia scelta è anche un altro.
La Comunità ha bisogno di un respiro nuovo.
In questo ultimo anno, ho voluto lasciar fare perché un vero maestro vive ciò che ha insegnato solo se l’altro continua e perché, come ho ripetuto in diverse occasioni:”Non si regala l’auto al figlio ma si insegna a guidarla”.
La Comunità ha bisogno di un altro pastore. Ha bisogno, come si usa dire, di ”aria nuova” per risvegliare ogni giorno l’incontro con Cristo.
In occasione dei festeggiamenti del 30° anniversario della Parrocchia vi dicevo:”Voi siete sempre stati fortunati perché in questi sessanta anni e precisamente dal 1954 in poi, avete avuto sempre la Chiesa (come edificio) e un parroco sempre presente.”
Da domenica 7 maggio, sarò il nuovo parroco della Parrocchia “Madonna del Rosario” di San Sostene Marina.
Sabato prossimo, durante la S. Messa delle ore 18,00 celebrerò la S.Messa del saluto e, come ho sempre fatto, in questo rischio educativo, voglio concludere il mio mandato con voi nel dono della libertà. Il vero rischio educativo è vivere il dono della libertà. Domenica prossima si celebreranno le S. Messe delle ore 10,00 e delle ore 18,00 proprio perché desidero che ognuno di voi sia libero di partecipare o meno alla S. Messa del saluto. L’importante è non venir meno al precetto domenicale.
Mai aver paura di una chiesa vuota se poi è riempita del nulla.
Voglio lasciarvi un’indicazione precisa.
Per favore, non raccogliete firme, non organizzate altre forme di “proteste”. Anzi se proprio volete fare una novità unica nella storia della nostra chiesa:”fate la raccolta delle firme ringraziando il Vescovo per la nuova opportunità che ha dato alla parrocchia”
Non desidero nessun saluto né da parte dell’Amministrazione Comunale né da quella parrocchiale. Sarà presente solo il Vicario Generale.
Desidero che la festa vera e propria venga organizzata per il nuovo parroco, Don Massimo D’Amelio, attualmente parroco a Castagna.
E colgo l’occasione per invitare in modo particolare, tutti gli operatori pastorali, ad iniziare ad organizzare la festa di benvenuto.
In questi giorni gradirei vivere un po’ di silenzio. Questo momento per me non è facile e, nello stesso tempo, ho anche tanto da fare.
Traslocare dopo ventuno anni non è come spostare una scatola di libri.
Io sarò con voi fino al 1° venerdì del mese di maggio. Sabato 6 maggio, vigilia della festa del nostro patrono, si svolgerà l’ingresso del nuovo parroco, don Massimo.
È difficile capire il perché di questa scelta. Non sforzatevi a farlo. Neanche per me è facile riscoprire ogni giorno il senso di una chiamata non limitata al giorno dell’ordinazione. Si è sempre in cammino.
Non esiste un giorno preciso, un gesto o altro che ti porta a fare delle scelte. Proprio l’anno scorso, Vigilia di Natale, riflettevo sul cammino che intercorre tra il tempo dell’Avvento e la festa della Pasqua. Non siamo fatti per fermarci.
Voi mi potete spiegare la vostra maternità? Io, quindi, posso spiegarvi la mia paternità? Ho aperto la porta perché entrasse la nuova nota, come riportavo nell’omelia del Giovedì Santo. Mi sono innamorato di un volto preciso ed è Cristo.
Se amate la mia persona, amate la mia scelta!

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