COMMUNITY
CONTENUTI
News redazione
News utenti
Categorie
Eventi
Video
Dicono di noi...
Utenti iscritti
Link redazione
Link utenti
Sondaggi
Giochi
Download
Compro / Vendo / Offro
Guardavalle Calcio
Calendario
Classifica
Andamento della squadra

Ronde nere, divise e simboli neofascisti   12 giugno 2009 "Allergy Day 2009".
Commenta la notizia
Questa notizia ha ricevuto 3 commenti
Questa notizia è stata letta 211 volte
Vota: Vota la notizia: 1/5 (Media attuale: 0) Vota la notizia: 2/5 (Media attuale: 0) Vota la notizia: 3/5 (Media attuale: 0) Vota la notizia: 4/5 (Media attuale: 0) Vota la notizia: 5/5 (Media attuale: 0)
Versione Stampabile


Condividi Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere
Categoria: Politica

Gheddafi avverte gli industriali: "Se pagate mazzette vi caccio via"
"Donne come mobilio nel mondo arabo".
In mattinata il leader libico a una platea di donne: "Ci vuole una rivoluzione rosa"


Secondo messaggio: chi continuerà con la corruzione se ne andrà dalla Libia. Il colonnello ha chiaramente minacciato le ditte che dovessero rispondere alle richieste di "bakshish" che in Libia come nel mondo arabo sono una costante di ogni transazione economica. "Ci sono imprese che sbagliano pensando di lavorare guadagnandosi la benevolenza dei libici. Ma se lo scopriamo queste imprese andranno via. Noi puniremo anche i libici, dovesse essere anche il figlio di Gheddafi". Il leader libico ha parlato di "virus della corruzione": "Abbiamo fatto la rivoluzione oltre che contro il colonialismo anche contro la corruzione. Siamo molto sensibili su questo aspetto. L'impresa che vincerà è solo quella che soddisferà il popolo libico. Non dite di essere all'oscuro, vi ho avvertito",


VI CAPITERA' DI ASCOLTARE UN TAL DISCORSO DA UN ITALIANO?


Ma Gheddafi ha fatto discutere già dalle prime ore della giornata, nella sua uscita pubblica all'Auditorium, in presenza del ministro delle Pari Opportunità. Con Mara Carfagna accanto, il leader libico ha affermato che le donne vengono usate "come mobilio nei Paesi arabi", auspicando una "rivoluzione rosa, che si innesti su una rivoluzione culturale che permetta alle donne di non essere più oggetti". Parole che hanno suscitato gli applausi di una platea in gran parte femminile.

Hanno ascoltato queste parole le nostre radical-chic e tutte le scicche sinistreggianti? Dall'alto dei loro salotti, si saranno turate le orecchie.

13-06-2009 @ 09:08

Autore: resistance



Per poter commentare una notizia devi effettuare il login.
 
User: 
Password: 




Se non sei in possesso dei dati necessari, registrati!

Commenti ricevuti: 3

Commento n°: 1
Torna alla Home Page Dimensione caratteri Torna al primo commento Vai all'ultimo commento
resistance
17-06-2009
10:42
Commenti: 2373
Iran: Ahmadinejad Punge Usa, Finita Epoca Degli Imperi
Ieri - 12.34

• Versione stampabile
Continua a leggere questa notizia
ARTICOLI CORRELATI
• Usa: Congresso Approva Legge Per Guerre e Influenza 'a'
• Iran: Appello Usa a Twitter, "Restate Aperti"
• Iran: Governo Usa Chiede a Twitter Di Mantenere Servizio
• Altre notizie correlate: Usa
Forum: Usa
(AGI) - Ekaterinburg, 16 giu. - Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha ignorato la crisi post-elettorale in patria, ma ha attaccato gli Stati Uniti affermando che "l'epoca degli imperi e' finita". Parlando in Russia al vertice del Gruppo di Shanghai a Ekaterinburg, negli Urali, Ahmadinejad ha osservato che "l'ordine internazionale capitalista batte in ritirata ed e' assolutamente ovvio che l'epoca degli imperi e' finita e non tornera'". "L'Iraq e' ancora occupato, non c'e' ordine in Afghanistan e la questione palestinese resta irrisolta", ha ricordato Ahmadinejad, "l'America e' schiacciata dalla crisi economica e politica e non si puo' sperare nelle sue decisioni, ne' gli gli alleati degli Usa sono in condizione di affrontare questi problemi". Il presidente iraniano, fresco di una contestatissima rielezione, ha affermato che "i problemi del mondo contemporaneo" derivano proprio "dalla fine dell'epoca degli imperi". "Nonostante l'emergere di crisi gravissime", ha osservato, "le strutture e i meccanismi politici ed economici esistenti nel mondo sono rimasti intatti". "Ma si puo' credere che qualcuno sia in grado di superare tutti questi problemi con meccanismi e strutture antiquati?", si e' chiesto davanti ai leader di Russia, Cina e quattro repubbliche dell'Asia centrale ex sovietica (l'Iran e' solo un osservatore nel Gruppo di Shanghai). Ahmadinejad ha auspicato "cambiamenti radicali" nelle istituzioni internazionali e si e' detto favorevole alla creazione nel lungo periodo di una moneta unica e di una banca centrale dei Paesi del Gruppo di Shanghai. .


Commento n°: 2
Torna alla Home Page Dimensione caratteri Torna al primo commento Vai all'ultimo commento
resistance
20-06-2009
23:07
Commenti: 2373
La repressione dell'esercito italiano durante la nuova occupazione della Libia

1911 Trattato di Losanna: a conclusione della guerra italo/turca, la Libia restava sotto l'autorità formale della Turchia che demandava alla amministrazione italiana la sua autorità sulla fascia costiera tra Zuara e Tobruk.

1913 influenza italiana estesa a tutto il Gebel tripolino con la scusa di prevenire possibili rivolte.

1914 la resistenza libica costringe gli italiani a ripiegare sulla costa.

1921 discreto stato di pacificazione creato il governatorato di Tripolitania (Volpi)

1927 governatorato di Cirenaica (governatore Teruzzi)

1929 Badoglio governatore unico delle province di Tripolitania e Cirenaica. Attacchi di capi senussiti guidati da Omar el Muktar, simbolo della resistenza cirenaica, nei confronti delle nostre truppe.

1930 Graziani vice governatore a Bengasi. Repressione violentissima (deportazioni, esecuzioni, confino). Viene rioccupato l'entroterra tra Bengasi e Tobruk. Viene costruito un reticolato di 270 km da Giarba a Giarabub atto a impedire che dall'Egitto arrivassero rifornimenti di armi, munizioni e cibo ai ribelli senussiti.

1931 occupata l'oasi di Cufra. Omar el-Muktar viene catturato e impiccato nel campo di concentramento di Soluch dopo un processo sommario che non tiene conto dell'età del prigioniero (73 anni) e del fatto che dovrebbe essere considerato prigioniero di guerra e non traditore visto che non ha mai percepito stipendi dal governo italiano.Ciò rappresentò il colpo di grazia della resistenza senussita. Ancora oggi la visione del film "Il leone del deserto", del regista siriano Mustafà Accad che narra le vicende di Omar dal punto di vista arabo, è vietato per censura ministeriale.

1934 Badoglio proclama che "la ribellione araba in Cirenaica è stroncata".
Lo stesso Graziani parla di 1641 mugiahidin caduti tra il marzo 1930 e il dicembre del 1931.

Gli aspetti della repressione

Un aspetto della repressione sia in Tripolitania che in Cirenaica fu rappresentato dai tribunali militari speciali. I processi avvenivano spesso all'aperto in pubblico per confutare le notizie di esecuzioni sommarie. Gli imputati indigeni venivano il più delle volte condannati a morte e le sentenze immediatamente eseguite. Le accuse più diffuse erano quelle relative all'aiuto dato ai ribelli.
A questo proposito Graziani scrive: "Non appena giunge la segnalazione di un arresto in flagranza di reato, il tribunale parte e la Giustizia scende dal cielo. E questo è diventato così nornale che quando un aeroplano giunge nel luogo dove è stato commesso un reato si sente mormorare negli accampamenti la parola tribunale" (in Graziani Cirenaica pacificata pag. 139).

1930 Deportazioni delle tribù che abitavano il Gebel cirenaico (chiamato anche Montagna verde per il clima abbastanza temperato e ventilato e perché luogo con sorgenti d'acqua) e chiusura delle zavie (centri polivalenti senussiti).
Il motivo delle deportazioni era da ricollegarsi alla ripopolazione del Gebel da parte di coloni italiani.Esodo biblico durato 20 settimane. Delle 100.000 persone ne arrivarono 85.000 (relazione del generale Cicconetti al generale Graziani). Anche i capi di bestiame furono falcidiati dalla sete, dalla mancanza di foraggio e dalla aviazione che li mitragliò a volo radente lungo tutto il Gebel per evitare di lasciarli alle bande locali.
Vari episodi di crudeltà tra i quali ricordiamo l'abbandono di 35 indigeni, tra cui donne e bambini, nel deserto privi di acqua a causa di una rissa scoppiata tra loro; altri morti in seguito a fustigazioni, altri ancora morti di sete o per la fatica.Per evitare la sopravvivenza di bande furono avvelenate le "guelte", pozze d'acqua dove si abbeveravano gli animali, i pozzi d'acqua delle varie tribù, incendiati campi e raccolto (cfr Ottolenghi,op. cit pag 62 e seg).

Badoglio in una lettera a Graziani del 20/6/1930 giustificò le deportazioni perché"occorre creare un distacco territoriale tra le formazioni ribelli e le popolazioni sottomesse onde impedire alle seconde di sostentare le prime…. urge far refluire in uno spazio ristretto lontano dalle loro terre originarie, tutta la popolazione sottomessa, in modo che vi sia uno spazio di assoluto rispetto tra essa e i ribelli".

In questo modo Graziani cerca di giustificare le deportazioni: "... lasciare le popolazioni nei loro territori di origine e dare ampia libertà di azione alle truppe per scovare e annientare i ribelli ovunque si trovassero. Non mi sfuggivano le tragiche conseguenze cui avrebbe condotto questo metodo perché conoscendo a fondo l'ignoranza delle popolazioni beduine, e l'opera su di essa compiuta dalla propaganda senussita, ritenevo che esse sarebbero state indotte a persistere nell'errore e a continuare a rifornire le masse armate di viveri, uomini, armi, donde sarebbe derivato lo sterminio pressoché totale delle popolazioni beduine della Cirenaica ...
La seconda via era quella di mettere le popolazioni in grado di non aver contatto con i ribelli ossia supplire con un intervento coattivo del Governo alla loro ignoranza e deficiente responsabilità risparmiandole agli orrori della guerra ... sarebbe stato meglio far sopportare a questa i disagi e le ristrettezze del concentramento ... anziché esporle allo sterminio. Questo spirito umanitario divenne oggetto di campagna diffamatrice nei confronti dell'Italia accusata di vilipendio e di offesa alla religione perchè abbatteva i suoi templi, di atrocità e di ogni genere e perfino del getto dell'alto degli aereoplani di gente musulmana! Nulla di più spudorato ... Oggi quelle popolazioni a rischio sterminio sono avviate a raggiungere quel livello di vita civile ed economica che ingentilirà i loro costumi nobiliterà i loro cuori e costituirà il primo fattore della loro felicità. Marsa el Brega, Agheila, Sidi hamed el Magrum oggi hanno l'aspetto di piccoli villaggi". (Graziani in Cirenaica pacificata pag. 304)

Il 31 luglio 1930 l'oasi di Taizerbo viene bombardata con bombe all'iprite.

Cufra, città santa per gli islamici perché sede della Senussia (confraternita sunnita), considerata da Graziani "centro di raccolta di tutto il fuoriuscitismo libico".
Il 26 agosto Cufra è bombardata e i ribelli inseguiti, verso il confine con l'Egitto. Graziani parla di 100 uccisi, 14 passati per le armi e 250 prigionieri tra cui donne e bambini. Il bilancio complessivo è molto più alto.Testimonianza del pilota V. Biano (in Del Boca Gli italiani in Libia).
"Partiti all'alba ... gli apparecchi riconoscono sul terreno le piste dei ribelli in fuga e le seguono finchè giungono sopra gli uomini; le bombe hanno scarso effetto perchè il bersaglio è diluito ma le mitragliatrici fanno sempre buona caccia; mirano ad un uomo e lo fermano per sempre, puntano un gruppo di cammelli e lo abbattono... il gioco continua per tutta la giornata ... le carovaniere della speranza diventano un cimitero di morti.

Il 20 Gennaio 1931 Cufra è occupata; seguirono tre giorni di saccheggi e violenze di ogni tipo fatti dai nostri soldati col tacito assenso dei superiori.

17 capi senussiti impiccati

35 indigeni evirati e lasciati morire dissanguati

50 donne stuprate

50 fucilazioni

40 esecuzioni con accette, baionette, sciabole.

Atrocità e torture impressionanti: a donne incinte squartato il ventre e i feti infilzati, giovani indigene violentate e sodomizzate (ad alcune infisse candele di sego in vagina e nel retto) teste e testicoli mozzati e portati in giro come trofei; torture anche su bambini (3 immersi in calderoni di acqua bollente) e vecchi (ad alcuni estirpati unghie e occhi) (Ottolenghi op. cit.pag 60 e seg.).

Grande impressione nel mondo islamico. La "Nation Arabe" scrive: "Noi chiediamo ai signori italiani… i quali ora si gloriano di aver catturato cento donne e bambini appartenenti alle poche centinaia di abitanti male armati di Cufra che hanno resistito alla colonna occupante Che cosa c'entra tutto ciò con la civiltà?"

Il giornale di Gerusalemme "Al Jamia el Arabia" pubblica , il 28 aprile 1931, un manifesto in cui tra l'altro si ricordano "alcune di quelle atrocità che fanno rabbrividire: da quando gli italiani hanno assalito quel paese disgraziato, non hanno cessato di usare ogni sorta di castigo ... senza avere pietà dei bambini, nè dei vecchi ...".
Graziani, che riporta il testo in Cirenaica pacificata, lo definisce "infarcito di menzogne tali che non so se muovano più il riso o lo sdegno".

1933 Balbo sostituisce Badoglio restando in carica sino al 1940.

L'impiego dei gas e delle armi chimiche

Gli aggressivi chimici furono impiegati per la prima volta nella prima guerra mondiale da Germania, Austria-Ungheria, Italia, Gran Bretagna e Russia.
Il 17 giugno 1925 viene firmato da 25 Stati aderenti alla Società delle Nazioni un trattato internazionale che proibiva l'utilizzo di armi chimiche e batteriologiche.
Il trattato fu ratificato dall'Italia il 3 aprile 1928.

Tra il 1923 e il 1931 l'aviazione italiana impiegò fosgene e iprite

Commento n°: 3
Torna alla Home Page Dimensione caratteri Torna al primo commento Vai all'ultimo commento
resistance
20-06-2009
23:13
Commenti: 2373
Lasciare il greggio dov’è, o la ricerca del paradiso perduto.

Elementi per una proposta politica ed economica per l’Iniziativa di non Sfruttamento del Greggio del ITT.

Alberto Acosta, Eduardo Gudynas, Esperanza Martínez e Joseph Vogel - Alai-amlatina

11/06/2009

Nel 2007 il Ministero per l’Energia e le Miniere dell’Ecuador ha presentato pubblicamente la proposta di “Non Sfruttamento del Petrolio” nella zona del Parco Nazionale di Yasunì.

L’iniziativa costituisce un’azione straordinaria per la protezione ambientale dell’area e dei suoi abitanti, oltre che per la ricerca di alternative allo sviluppo estrattivo tradizionale basata sull’esportazione di risorse naturali.

Si tratta di una vera e propria rottura nella storia della protezione ambientale, e della nascita di un nuovo cammino per affrontare concretamente il surriscaldamento globale. Questa iniziativa ha superato la fase dei discorsi senza proposte pratiche ed è un vigoroso passo avanti nella messa in discussione della logica dello sviluppo estrattivo, il primo settore d’esportazione dell’Ecuador.

Si parte da una prospettiva di rispetto della natura e delle scelte culturali dei popoli nativi in volontario isolamento che ancora abitano questo territorio amazzonico, ma si parte anche da una proposta per un nuovo regime di sviluppo, non solo nazionale, ma di civiltà.

Le riserve dell’ITT [il campo petrolifero Ishpingo-Tambococha-Tiputini situato nel Parco Nazionale di Yasunì, NdR] secondo le ultime stime, raggiungono 846 milioni di barili di greggio, che se estratti costantemente (a partire dal quinto anno) fornirebbero nel giro di 13 anni circa 107.000 barili. Questa cifra, che rappresenta quasi la quarta parte delle riserve esistenti in Ecuador, significherebbe appena 8 giorni di consumo di petrolio nel mondo.
Decidere di non sfruttarlo significa impedire l’emissione di circa 400 milioni di tonnellate di CO2, cioè, far risparmiare al mondo il costo del loro abbattimento. Inoltre, eviterebbe gli effetti della deforestazione causata dallo sfruttamento petrolifero. Le riserve petrolifere dell’ITT si trovano in un’area in cui esiste una delle maggiori biodiversità del pianeta. Che ospita non meno di 165 specie di mammiferi, 110 di anfibi, 72 di rettili, 630 di uccelli, 1.130 di alberi e 220 di piante rampicanti, senza contare innumerevoli specie d’invertebrati ancora da studiare..
.....



Per poter commentare una notizia devi effettuare il login.
 
User: 
Password: 




Se non sei in possesso dei dati necessari, registrati!