Categoria: StoriaLA CALABRIA E LA SCOPERTA DELLE AMERICHE
Anton Calabres e Angelo Manetti: i Calabresi di Cristoforo Colombo
Lo studioso calabrese Professor Giuseppe Pisano è stato ad Amantea alla ricerca di notizie ed informazioni sulla partecipazione di uno o più calabresi, partiti insieme a Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America. È da tempo, infatti, ormai che Pisano studia e fa ricerche su questa importantissima pagina della storia mondiale e lo fa da solo, a sue spese, viaggiando per il mondo alla ricerca di documenti, atti, notizie, informazioni. Egli sostiene che ci furono almeno due calabresi che seguirono Colombo alla scoperta dell’America.
Di questi uno era Anton Calabres (dove Calabres era il nomignolo che indicava la provenienza) e l’altro era Angelo Manetti.
Pisano ha ricostruito la biografia di Anton Calabrès che si trovava sulla "Pinta", la caravella di Colombo, nel primo viaggio verso il nuovo continente, e di Angelo Manetti (citato in un documento risalente al '700) originario di Aiello, che partecipò a più viaggi, non escluso il primo di scoperta. Un personaggio sconosciuto ai più ma decisamente importante visto che la sua famiglia, feudataria di Aiello, era molto legata ai Cybo, la famiglia genovese di Innocenzo VIII, il papa che, secondo uno studio effettuato di recente da Ruggero Marino, risulterebbe essere stato il vero artefice del viaggio di Cristoforo Colombo.
Di Calabres il professore Pisano, afferma che, fosse imbarcato sulla Pinta, la nave che per prima scoprì l’America, ma afferma anche che egli fosse un esperto marinaio e che proprio per le sue qualità fosse stato scelto in prima persona da Colombo.
“Anton Calabres – afferma Pisano - suppongo fosse di Amantea” o di Seminara lo stesso luogo da dove proveniva Giovanni Calabrese, luogotenente di Carlo V e che guidò l'assedio della città di Tunisi. Al tempo Amantea era uno dei più importanti porti, capace di ospitare imbarcazioni di grande peso ed era un importante centro di commercio soprattutto della seta che sul mercato di Genova veniva preferita a quella proveniente dalla Spagna. La presenza genovese nel porto di Amantea era sicuramente intensa. Commercianti e banchieri liguri spesso aiutati dal clero genovese, anche esso fortemente presente in questa zona, finirono per monopolizzare tutte le risorse del territorio e già tra la fine del ‘400 e soprattutto nel ‘500 molte famiglie genovesi (Adorno, Ravaschieri, Cybo, Spinelli, etc) finirono per infeudarsi gran parte della Calabria”.
Peraltro, il professore ha avuto modo di rilevare che proprio sopra l’antico porto di Amantea, coincidente con la grotta marina dell’omonimo parco, e’ ancora oggi presente una zona denominata “Pinta” dai catocastresi che individuavano da sempre il proprio quartiere come quella area urbana che andava “du pontu alla pinta” e come, anche, la antichissima fontana pubblica abbia assunto tale stessa denominazione. Non solo, ma si narra della presenza nella medesima area anche di una chiesa che ebbe identica denominazione (Chiesa della Pinta).
FONTI:
www.amantea.net
www.soveratoweb.it
25-09-2007 @ 12:03