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Il sostituto procuratore generale ha definito così la tragedia del 2000. Chiesta la conferma in blocco delle condanne inflitte in primo grado.

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Categoria: CronacaNatura e Territorio

Soverato, camping "Le Giare": «Un disastro annunciato»

Il sostituto procuratore generale ha definito così la tragedia del 2000. Chiesta la conferma in blocco delle condanne inflitte in primo grado.

«Un disastro annunciato»: così il sostituto procuratore generale Giovanni Grisolia ha definito la tragedia del camping "Le Giare", chiedendo ieri in Corte d'Appello la conferma in blocco delle condanne inflitte in primo grado dal Tribunale. La sentenza di primo grado sulla tragedia avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2000 nel campeggio di Soverato, costata la vita a tredici persone, ha sancito quattro condanne e altrettante assoluzioni. Il titolare del campeggio Egidio Vitale è stato condannato alla pena di 4 anni di reclusione; Carlo Serrao e Vincenzo Citriniti, rispettivamente funzionario del Genio civile e del ministero delle Finanze, a 3 anni e 6 mesi di reclusione; Silvestro Perrone, funzionario della Regione, a 1 anno ed 8 mesi (per quest'ultimo sono stati concessi i benefici della sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale). A differenza della sentenza di primo grado, Grisolia ha chiesto ieri solamente il non doversi procedere a carico di Vitale: il reato va dichiarato estinto per morte del reo. Il sostituto procuratore generale, nel corso della requisitoria, ha parlato di «elementi che devono condurre inequivocabilmente delle condanne. La colpa – ha aggiunto il magistrato – è di chi ha messo il camping in quel posto e di chi lo ha autorizzato. D'altra parte, la piena del Beltrame era stata preventivata: e allora, mi domando, come si è data l'autorizzazione?». Conclusa la requisitoria, l'udienza di ieri è proseguita con gli interventi delle parti civili; nelle prossime udienze, già fissate per il 18 e 20 febbraio, sarà la volta degli avvocati difensori; subito dopo verrà emessa la sentenza della Corte d'Appello, il cui collegio è presieduto da Cettina Chiaravalloti. Già in primo grado, per la tragedia del Beltrame, sono stati assolti l'ex sindaco di Soverato Giovanni Maria Calabretta, il funzionario della Regione Vincenzo Ceniti e i funzionari del ministero delle Finanze Marco Donato Agrusti e Pasquale De Lucia; Carlo Serrao era stato assolto, invece, per il reato di disastro colposo a seguito di alluvione. Sulla vicenda è in corso un procedimento anche davanti alla sezione giurisdizionale della Corte dei conti, che nelle scorse settimane ha disposto la sospensione del giudizio e concesso novanti giorni affinché la Procura regionale della magistratura contabile depositi documentazione ritenuta essenziale ai fini della decisione sulle presunta responsabilità erariali. L'udienza per la decisione sulla causa è stata già fissata per il 18 giugno 2008. Sono sette le persone citate a giudizio, sulle quali pende una richiesta di condanna al risarcimento di un presunto danno erariale di 624.107,72 euro a seguito delle spese sostenute per il rimborso dei proprietari di beni distrutti dall'esondazione del Beltrame e per i soccorsi organizzati da Comune e Polizia municipale di Soverato, Prefettura di Catanzaro, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Forestale.

Fonte: Calabria Ora
Foto: www.vigilfuoco.it
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(n.d.r.)

Cosa era successo quella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2000 a Soverato nel camping "Le Giare"

L'ondata assassina è arrivata poco prima delle 5. Ed ha sorpreso nel sonno tutto il campeggio, dove insieme ai soliti turisti c'erano tanti disabili organizzati in una specie di colonia. È stata una strage. Il fango ha travolto tutti e tutto, lasciando pochissime vie di scampo: i tetti dei bungalow in muratura ed i salici centenari. Chi non ha avuto la forza, la prontezza ed il coraggio di saltare sui muri e sugli alberi non ha trovato scampo, a meno di un miracolo.

Il teatro della tragedia è il camping Le Giare, alle porte dei Soverato, una trentina di chilometri da Catanzaro lungo la jonica.

In tanti si sono resi conto solamente il giorno prima che la piccola struttura turistica sorgeva troppo vicina all'alveo di un torrente. Dopo quarantotto ore di pioggia battente quel torrentello è diventato un fiume.

I detriti ed i resti degli innumerevoli incendi che si sono succeduti durante l'estate hanno fatto da tappo, ad una decina di chilometri a nord, nel comune di Petrizzi, poi le migliaia di metri cubi d'acqua accumulati nel vallone hanno avuto la meglio. La "diga" che s'era formata per l'incuria dell'uomo ha ceduto, e giù alla foce dell'ex torrentello è arrivata un'ondata di fango. L'acqua si è riappropriata del suo spazio originario.

Tempesta di fango. Nello spazio di qualche minuto il camping è stato cancellato. È cambiato lo stato dei luoghi, molti bungalow sono completamente ricoperti, le auto del parcheggio raggomitolate ed ammassate quasi tutte sulla sponda sinistra del torrente dando l'impressione di uno sfasciacarrozze. Un vasto e folto canneto è stato messo giù in pochi secondi. Il letto del torrente è aumentato di almeno venti volte. Erano circa trecento gli uomini impegnati nelle ricerche dei dispersi. I fuoristrada erano inutilizzabili. L'unico modo per tentare il salvataggio di qualcuno era ripercorrere le sponde scrutando con attenzione sulla superficie fangosa. L'altro sistema adottato è stato l'elicottero. Che però s'è potuto alzare fino alle 13. Dopo è ricominciata la pioggia abbondante. Soccorritori e volontari non si sono arresi, e sotto l'acqua hanno continuato il tentativo di salvare qualche altra vita.

Fonte: www.vigilfuoco.it
12-02-2008 @ 19:06
Guardavalle - Il campeggio dopo l
Il campeggio dopo l'alluvione
Guardavalle - Dal viadotto della S.S. 106
Dal viadotto della S.S. 106
Guardavalle - Foto aerea del campeggio dopo l
Foto aerea del campeggio dopo l'alluvione
Guardavalle - Foto aerea del campeggio dopo l
Foto aerea del campeggio dopo l'alluvione