giovedì , 22 giugno 2017
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Guardavalle, Santa Caterina e Badolato giocano la carta della “filiera corta”

Alla conquista dei mercati grazie anche al commercio on line

Punta ad una rigenerazione complessiva del territorio di Guardavalle e lancia alcune idee innovative il piano di sviluppo dei Comuni e dei servizi nelle zone rurali approvato di recente dal consiglio comunale. Lo strumento di programmazione, in partenariato con Santa Caterina dello Jonio e Badolato, rientra nell’ambito del piano di sviluppo rurale regionale. Accanto ai classici interventi – recupero di aree rurali, strade interne al servizio dell’agricoltura, ristrutturazione di edifici a scopi culturali, adeguamenti di locali al servizio dell’ente, creazione di reti wi-fi pubbliche, servizi digitali – il piano messo nero su bianco dall’amministrazione di Guardavalle, guidata dal sindaco Giuseppe Ussia, punta a stimolare la competitività del sistema locale e dell’occupazione. Diversi sono gli obiettivi inseriti nel documento, che parla anche della valorizzazione eco-compatibile del bosco, della creazione di filiere corte e di agricoltura sociale; obiettivi che in parte dovranno essere raggiunti assieme agli altri due centri. Nel dettaglio, si parte dal sostegno alla realizzazione del-la filiera agro-alimentare dei tre comuni, da portare avanti con una società di nuova costituzione che gestirà il progetto. Scopo della proposta è quello di aggregare i produttori per giungere a una filiera corta e veicolare i prodotti su tutti i mercati, anche grazie al commercio on-line. Accanto a questa azione si pone quella della cosiddetta filiera orizzontale: “Il mercato”, nel quale i prodotti locali verranno commercializzati in appuntamenti periodici, favorendone la conoscenza e creando opportunità anche per le piccole produzioni. A tutto questo si aggancia poi un aspetto impor-tante, legato all’educazione alimentare ed alla qualità delle mense comunali, anche di quel-le scolastiche dunque: il progetto punta infatti a mettere in relazione le produzioni di qualità del luogo con chi fruisce appunto delle mense, che potrebbero così trarre importanti benefici sotto il profilo della qualità e della varietà alimentare. Curiosa e sempre più in voga è poi l’idea del “Food truck del territorio”, un mezzo col quale in genere legato alla cultura del cibo di strada; in questo caso il servizio avrebbe l’obiettivo di diffonderei prodotti del territorio, mettendo in un unico sistema tradizione, chef e operatori per divulgare una precisa identità gastronomica locale. Infine ci sono i percorsi di agricoltura sociale, coni quali mettere in atto pratiche a beneficio di perso-ne con disagi o appartenenti a fasce più deboli (anziani), pro-muovendo azioni come il recupero di terreni incolti con avvio di colture particolari (origano, zafferano ed erbe officinali), realizzando percorsi didattici e naturalistici.

 

Fonte: Gazzetta del Sud – Francesco Ranieri

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