giovedì , 24 agosto 2017
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Morbido e resistente, il bambù conquista le collezioni casual

Il bambù è sempre stato un materiale usato nella moda come sinonimo di ricercatezza e di esotismo. Basti pensare che una delle borse che ha fatto la storia del costume è la Bamboo di Gucci che prende il nome proprio dal suo manico realizzato. Ma il bambù non è solo un ornamento o ispirazione, dal fusto si ricavano le fibre per creare tessuti dalle qualità eccezionali. «I tessuti in fibra di bambù – conferma Fabrizio Pecci, presidente del Consorzio Bambù Italia e proprietario dei Vivai Onlymoso – sono molto morbidi e danno una sensazione tattile molto simile a quella della seta. Inoltre sono antibatterici, antimicotici e altamente traspiranti.»

Per questo è impiegato nello sportwear. «Mentre facevo trekking in una foresta di bambù a Maui – ricorda Angela Maria Marchetti fondatrice di I am bambù, azienda trentina – mi sono innamorata di questa pianta perché riunisce in sé qualità eco-sostenibili incomparabili. Inoltre, nel suo essere strong and flexible, è stato un’illuminazione sul lifestyle. Non da ultimo, mi sono piacevolmente stupita della morbidezza del tessuto, nonostante la materia prima sia molto dura e resistente».

Altro campo di applicazione l’abbigliamento per il periodo della gravidanza e dell’allattamento. Le fibre infatti non sono trattate con processi chimici e quindi sono ideali per le pelli più sensibili, perché anallergiche e delicate. Inoltre, secondo diversi test, i capi d’abbigliamento realizzati in tessuto di bambù sono più freschi di 1-2 gradi rispetto ad altri tipi di indumenti e mantengono la pelle piacevolmente asciutta, grazie alla natura cava della fibra del tessuto.

In Calabria (a Guardavalle, ndr) è nato, da un’idea di una giovane stilista e modellista Flavia Amato, il marchio Malìa. «La fibra di bambù – dice Flavia – mi ha affascinato fin da subito. La cura del design rende la sua versatilità illimitata. Nelle sue diverse grammature si presta a un impiego vario che spazia dagli accessori, ai look più sportivi e casual fino a quelli più eleganti. Attualmente nel laboratorio Malìa abbiamo diversi tessuti completamente realizzati in fibra di bambù. Due più leggeri e ideali per capi estivi e accessori, uno più pesante e per caratteristiche adatto alle 4 stagioni e per capi più eleganti».

Fino a oggi la fibra di bambù era di importazione orientale ma qualcosa sta cambiando. Infatti, grazie al Consorzio, fra qualche anno ci sarà il prodotto delle coltivazioni italiane che si estendono per oltre 1500 lungo tutta la penisola, tra cui una in provincia di Bolzano a 1200 metri di altitudine.

 

Alessandra Iannello – Il Messaggero 21 luglio 2017

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