Piano strutturale associato l’iter si rimette in cammino

Guardavalle e Santa Caterina a braccetto

Riparte l’iter per la definizione del Piano strutturale associato che riunisce i Comuni di Guardavalle e di Santa Caterina. È stato, infatti, costituito il nuovo ufficio di Piano che dovrà seguire i vari passaggi fino all’approvazione finale dello strumento urbanistico condiviso. La giunta comunale, presieduta dal sindaco Pino Ussia, ha approvato l’organismo che risulta così strutturato: del comitato scientifico faranno e l’ingegnere Antonio Nisticò, quale coordinatore, i sindaci dei due Comuni associati o i loro delegati e il responsabile pro-tempore dell’ufficio tecnico di Guardavalle Giovandomenico Romeo; della struttura operativa, invece, faranno parte, quale coordinatore, il geometra Francesco Tedesco e altre due o tre figure tecnico-amministrative che saranno individuate tra le figure professionali che operano negli uffici tecnici comunali che saranno individuare dal responsabile unico del procedimento. La costituzione dell’ufficio di Piano rappresenta, dunque, il primo step per il riavvio di un iter che si è rivelato particolarmente travagliato, con il rischio di bloccare una procedura fondamentale per la pianificazione urbanistica dei due Comuni limitrofi. La vicenda, infatti, prende le mosse dal 2008, quando i Comuni di Guardavalle, Santa Caterina e Monasterace, in virtù della vicinanza geografica, avevano approvato un protocollo d’intesa per la predisposizione del Psa, a seguito del quale la Regione aveva erogato un finanziamento di quasi 50mila euro. Nel 2010 i Comuni di Guardavalle, Santa Caterina e Monasterace adottano il documento preliminare del Psa. Tuttavia, alterne vicende politiche e incomprensioni, evidentemente irriducibili, sorte in itinere hanno inceppato l’iter di definizione della procedura per l’adozione definitiva dello strumento urbanistico e, quindi, la sua presentazione alla Regione per l’approvazione. Nonostante i tentativi di ricomporre i dissidi, nessun accordo è stato raggiunto fra i tre Comuni. L’associazione fra i tre centri si è rivelata fallimentare, fino ad arrivare all’estromissione del Comune di Monasterace deliberata nel gennaio scorso prima dal consiglio comunale di Santa Caterina, poi da quello di Guardavalle. Estromissione scaturita dalla volontà manifestata dal Comune di Monasterace di rimettere in discussione le scelte fino a quel momento condivise. Un comportamento ritenuto controproducente da pane degli altri due Comuni per la prosecuzione dell’iter amministrativo, con il rischio di rallentare la tabella di marcia e di buttare alle ortiche il lavoro svolto dai tecnici che, peraltro, più volte hanno diffidato le amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni a chiarire la vicenda per superare la fase di stallo in cui si era arenato l’iter.

Fonte: Gazzetta del Sud – (e.va.)

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