venerdì , 20 ottobre 2017
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Il rapporto Arpacal sullo stato della costa del basso jonio

Da Guardavalle a Soverato, salendo poi ancora più a nord, la valutazione offerta dall’Arpacal appare inequivocabile e rassicurante

Fornisce elementi rassicuranti il rapporto sulle acque di balneazione a cura dell’Agenzia regionale perla protezione del-l’ambiente della Calabria (Arpacal). Lungo la costa del basso Jonio soveratese la classe attribuita alle aree oggetto dei prelievi è quella dell’eccellenza. I dati raccolti dall’Arpacal fanno ovviamente riferimento a quanto rilevato finora nei vari punti di campionamento, ma stando anche allo storico (ovvero le analisi del 2016) la presenza di colonie batteriche dovrebbe restare, anche in prospettiva, sempre al di sotto dei limiti di legge. La qualità delle acque di balneazione, numeri e grafici alla mano, sarebbe dunque garantita giacché da Guardavalle a Soverato, salendo poi ancora più a nord, la valutazione offerta dall’Arpacal appare inequivocabile e rassicurante. Un aspetto che va nella direzione di confermare la “Bandiera blu” ottenuta quest’anno da Soverato, ma che va anche letto in favore delle tante altre località di mare del comprensorio, che hanno dalla loro molte peculiarità da spendere in chiave turistica: dalla natura incontaminata di alcune aree ai suggestivi fondali. Solo un punto viene identificato sulla cartina fornita dal-l’Agenzia col colore giallo, quello della “sufficienza” ed è in corrispondenza del depuratore consortile di località Corvo a Soverato, nei pressi del torrente Ancinale che divide la città da Satriano: guardando l’andamento del 2017, è bene sottolinearlo, non risulta alcuna criticità, tanto che i campioni prelevati ancora fino a metà giugno confermano un livello pressoché inesistente di contaminazione batterica. A fornire la sufficienza, che comunque non va a incidere negativamente sulla balneabilità, è probabilmente il dato relativo allo scorso anno, quando tra aprile e settembre sono stati registrati un paio di”picchi” nei grafici. Pur restando ben al di sotto dei valori di rischio, questi picchi sono stati però classificati come episodi di inquinamento di breve durata, tali da influire sulla valutazione complessiva per questo breve tratto: le cause sono da attribuirsi, spiega l’Arpacal, a un guasto accidentale del depuratore (il cosiddetto “overflow”) e al torrente Ancinale, con ripercussioni sul tratto di mare antistante. In particolare, il maggior numero di enterococchi (carica batterica di 77 su un limite di 200 ogni 100 ml) e di escherichia coli (193 su 500) è stato riscontrato nel prelievo del 12 luglio, quando probabilmente si è verificato il sovraccarico temporaneo dell’impianto di depurazione che serve Soverato, Satriano, Davoli e San Sostene. Ma, come già mostrano i numeri, il fenomeno non ha richiesto alcun provvedimento d’urgenza, poiché la balneabilità non è mai stata in discussione. Ad agosto, poi, i valori sono stati rilevati a un livello pressoché inesistente, segno che l’alterazione ha avuto durata molto breve. Lungo la costa del comprensorio sud si rilevano poi solo altri lievi sbalzi nei valori, dovuti al dilavamento dei torrenti e dei fossi che finiscono in mare durante l’inverno, ma sempre a livelli poco significativi. Resta da capire, però, come accade in estate quando in mare fanno talvolta la loro comparsa ampie chiazze, che ovviamente finiscono per turbare i bagnanti dei vari centri: considerato che tra giugno e agosto fossi e torrenti sono quasi in secca, questi fenomeni potrebbero attribuirsi invece a sovraccarichi o guasti dei vari depuratori disseminati lungo la costa? Lo scorso anno, per esempio, a settembre venne sequestrato l’impianto di Santa Caterina dello Jonio per un serio malfunzionamento che non garantiva la depurazione dei reflui e, proprio nei giorni precedenti, i valori batterici delle acque marine del comprensorio erano risultati alterati, anche se per brevissimo tempo.

Fonte: Gazzetta del Sud – Francesco Ranieri

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