Rettifica all’articolo della Gazzetta “Vallone Vincerello – Interventi regolari”

In merito all’articolo pubblicato dalla Gazzetta del Sud il 06 ottobre 2017 avente titolo “Vallone Vincerello – Interventi regolari” preciso quanto segue:

Ho presentato ricorso chiedendo al Giudice che i lavori fossero sospesi per ” Pericolo imminente”. Intendendo che con questo progetto il pericolo allagamenti nella frazione marina sarebbe rimasto immutato.

Il Giudice ha rigettato la mia richiesta ritenendo che non fosse dimostrato il pericolo imminente. Dunque non e’ vero che gli ” interventi eseguiti con questo progetto dal Comune” sono regolari perche’ questo e’ il risultato del giudizio concluso.

Il Giudice non lo ha scritto e non gli era stato neppure richiesto. Lo stesso Giudice ha respinto la richiesta del Comune in merito alla all’acquisizione del fabbricato ( Il semi interrato) da parte del Comune ma ha anche scritto che “E’ vero che manca il parere favorevole dell’Autorita’ di Bacino” e che questo non e’ di sua competenza. Non e’ vero che nel 1984 e’ stata fatta un’ordinanza dii demolizione. Si riferiva ad una sospensione dei lavori che, pero’, si erano pero’ conclusi nel 1977.

In merito all’Ordinanza del comune del 2016 occorre precisare che si tratta non del fabbricato intero ma del piano semiinterrato. Questa ordinanza e’ stata fatta dopo che io avevo prodotto un esposto alla Procura Repubblica per questo progetto contro il Comune.

Sembrerebbe un’odiosa vendetta, e non e’ un cattivo pensiero. In particolare nel mio esposto lamentavo: – Che il progettista fosse un comproprietario della casa ( e del cortile ) dove avrebbe dovuto insistere il canale autorizzato e finanziato dalla Regione,. Lui sia direttamente sia con una nipote aveva manifestato la sua contrarieta’ al progetto. – Che questo progettista ha stravolto il progetto autorizzato dalla Regione togliendo il canale principale e progettando una raccolta delle acque nelle strade, adducendo come giustificazione che il canale stesso e l’altro erano sufficienti… a smaltire le acque piovane e, dopo, che per motivi tecnici non si poteva metterlo in opera e che c’erano delle case vicine ( ANCHE LA SUA). Un precedente analogo progetto era stato pero’ approvato dal Consiglio Comunale ed era fornito dei parei necessari: dunque… e’ chiaro che non si e’ voluto seguire le indicazioni della Regione per favorire … qualcuno. Il progetto approvato e messo in opera non e’ ” regolare per i seguenti motivi: – Non e’ stato costruito il canale principale per come la Regione lo ha finanziato su richiesta del Comune stesso( ! ). Il luogo in cui doveva insistere e’ zona PAI cioe’ soggetta ad allagamenti per cui: – Non possono essere previsti canali chiusi e tombati , sopratutto dei tubi come e’ avvenuto.

Di conseguensa dalla Stazione FFSS il canale e’ chiuso e tombato per 400 metri ( Anche le zanzare sono felici). – In questa zona ogni progetto deve essere sottoposto a parere ” Vincolante” dell’Autorita’ di Bacino Regionale. Il Comune non risulta avere questo parere e, anche per questo, non ha osservato la Legge. Al posto di questo parere il Comune ne ha acquisito un altro da altro soggetto e relativo ad uno dei tubi previsti nel progetto detto scolmatore.

E’ come se al posto della carta di Identita’ si esibisce la tessera del supermarket. Non e’ la stessa cosa. In conclusione: il canale autorizzato non e’ stato realizzato, al suo posto sono stati messi in opera tubi chiusi non permessi in questa zona, il progetto non e’ corredato dal parere necessario e vincolante dell’Autorita di Bacino. Dunque non e’ vero che gli ” Interventi sono regolari” , il contrario. Questa, pero’, e’ materia del Giudice competente che decidera’ in proposito. Nulla e’ concluso salvo che un’opera inutile, ai cittadini.

In cambio sono stati liquidati euro 23.000 per i progettisti, 1.000 per il Dirigente dell’ Uff. tecnico, 1000 per il suo aiutante in campo ed altri 400 ad altri.

Dr. Giuseppe Montepaone

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