venerdì , 20 ottobre 2017
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Risposta al sindaco di Guardavalle da parte del consigliere comunale Nicolantonio Montepaone

La redazione riceve e pubblica

Al sindaco del comune di Guardavalle
Via Raffaele Salerno
88065 – Guardavalle

Quando ad un soggetto affetto da sindrome di onnipotenza e infallibilità, vengono scoperte le falsità che mette in giro scrivendo stronzate, trovandosi in difficoltà, non trova di meglio che attaccarmi per l’ennesima volta con una lettera infarcita di odio, di offese, di miserevoli tentativi di screditarmi, di patetiche ricostruzioni false e ridicole che, a suo modo di vedere, dovrebbero farlo apparire verginello e vittima. Ben conosco questo soggetto Sindaco che è: allergico e intollerante alle critiche, intollerante a chi non condivide il suo operato e glielo dice, a chi non la pensa come lui e lo scrive; ecco che viene fuori l’individuo incapace di fare autocritica, incapace di essere moderato e rispettoso. Dopo aver letto la sua lettera a me diretta, non ho trovato dubbi sulla necessità di rispondere e, la informo che è per l’ultima volta, lo faccio rispondendo in modo più chiaro e particolareggiato, punto per punto alle sue false ricostruzioni.
1. Richiama ancora la sconfitta alle comunali del 2013. A questo proposito gli ricordo che la mia persona come candidato a Sindaco è stata per spirito di servizio, cosciente che per le condizioni che si erano venute a creare ci sarebbe stata solo la sconfitta; nessun disegno avevo in mente, men che meno la gestione del dissesto economico di cui Lei parla ignorando che la gestione l’avrebbe fatta un commissario, perché non parla della sua umiliante sconfitta alle elezioni Provinciali dove neanche i consiglieri comunali e sindaci del suo partito l’hanno votato e considerato; se non l’hanno votato i suoi amici chi doveva farlo? Non le conviene parlare di questo? Non dica che non gli interessava perché oltre ad aver fatto ferro e fuoco per la candidatura se l’è presa con tutti per come è stato trattato.
2. Noto che continua a interessarsi della mia vita privata, dei miei comportamenti e dei rapporti personali, ma siccome lei non conosce ne regole e ne misure mi tocca scendere ai suoi livelli, che non mi appartengono, per dirle che: nel mio animo non ci sono ne odi ne rancori men che meno denti avvelenati e le devo ricordare che non è certamente idoneo a dare lezioni di vivere civile e di comportamento; felice prendo atto che lei scopre ora che tra noi non c’è stato mai alcun rapporto personale, devo dirti bravo perché sei stato capace di nascondere il tuo vero volto di soggetto opportunista e non sincero; se avessi avuto il dente avvelenato non avrei consentito a mio figlio di suonare gratis con il gruppo alla tua festa per l’elezione a Sindaco, non avevamo nessun obbligo nei tuoi confronti, non elenco altri episodi a dimostrazione della mia spontaneità nei tuoi confronti; guarda piuttosto ai tuoi comportamenti e te ne ricordo solo alcuni: la lite con i medici di guardia medica e i dirigenti dell’ASP che hanno dovuto farti capire che non hai alcuna competenza con l’attività; ti voglio ricordare ancora la lite con una qualche dottoressa sfociata in azioni legali, ti voglio ricordare la querela che ti sei preso da un cittadino al quale hai rivolto offese personali, salvo poi cercare di chiedere scusa e di far ritirare la denuncia; ti voglio ricordare l’abuso dell’utilizzo della fascia tricolore per delle cerimonie false e mi fermo qui.
3. Capisco l’imbarazzo che le ho creato nel rivelare i voti che lei spontaneamente mi ha dato, ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni e deve con umiltà accettare le conseguenze; per meglio farle ricordare la circostanza le confermo che ci siamo incontrati sera del 10 marzo 2008 sulla strada del Vescovado con lei e mio fratello e, lei veniva da una visita di lutto (era morto il sig. M G.) e a conferma di quanto dichiaro, aldilà dei voti sotto meglio specificati, la invito a trovare una società specializzata per far verificare se in quella data le celle telefoniche di noi erano nel luogo sopra indicato, le assicuro e le dichiaro che le spese necessarie saranno a mio carico; accetti la sfida, siccome è vero che eravamo insieme di sicuro non stavamo di certo a guardare le stelle. È patetico il tentativo di confondere i dati e i voti che lei voleva dimostrare non sono quelli dei candidati a presidente, ma quelli dei candidati a consigliere glieli ricordo io:

posso capire che lei si sarà pentito di avermi votato ma i voti sono voti e non si sogni di dire che tutti quei voti li ha portati lei; certo ha contribuito e di questo ho avuto modo di ringraziarla come ho ringraziato mio fratello e tanti amici che mi hanno sempre sostenuto. Se ho meriti e questi mi appartengono non può certamente dirlo lei, i suoi giudizi, le sue offese e le sue considerazioni sulla mia persona li considero medaglie da appendere al petto.
4. Per il fatto avvenuto al polo di Badolato cerchi di dire la verità, prima lei non stava chiacchierando ma bensì sistemando alcune impegnative con l’impiegato addetto dentro la stanza, mentre il pubblico aspettava, poi io mi sono rivolto al dipendente e lei con la sua arroganza è intervenuto; certo i toni della voce si sono alzati e amici comuni sono intervenuti per sedare la lite e non per evitare contatti fisici, se necessario possono testimoniarlo i presenti, pensa che utilizzando una vergognosa bugia vorrebbe farmi passare per violento? Ma la gente mi conosce, non ho mai alzato un dito nei confronti di qualcuno, si vergogni.
5. A proposito del “favoruccio” la invito a leggere meglio quello che ho scritto e che ripeto “…. e poi mi piace ricordargli che all’inizio della sua attività lavorativa ha beneficiato anche lui di qualche mio “favoruccio…” come vede non ho scritto di posti di lavoro a favore di qualcuno, a danno di altri, forse lei ricorda qualcosa che a me sfugge, comunque se lo ritiene opportuno può recarsi in caserma ad esporre ciò che sa; stia tranquillo che io la seguirò perciò cerchi di non inventare fatti. Per ultimo voglio specificare e confermare che i suoi comportamenti sul luogo di lavoro sono stati caratterizzati da ben due trasferimenti dal reparto di medicina perché persona non gradita al primario, proprio per il suo carattere; assegnato poi al pronto soccorso è finito adesso nel reparto di chirurgia, altro che cambio per scelta ma perché non gradito, la storia e i fatti sono questi; inoltre le voglio far notare che la sua miserevole ironia sulla mia brillante carriera politica e di dipendente ospedaliero dimostra, oltre che odio nei miei confronti, anche invidia per quello che sono stato e tute ora sono: due volte sindaco, diciotto anni consigliere provinciale e assessore provinciale, oltre trent’anni di presenza in consiglio comunale, prima funzionario e poi dirigente di primo livello (dirigente amministrativo) dell’ASP, provveditore economo, ecc… la invito a leggere il mio curriculum che si trova agli atti del Comune, ruoli che ho svolto con serietà e onestà, competenze e rispetto, lasciando un patrimonio di apprezzamento e di stima e amicizie. Mai nessun Sindaco era sceso a tanta bassezza. Credo di avere ancora una volta e con dovizia di particolari risposto alle sue farneticanti argomentazioni, non minacci azioni legali nei miei confronti, non mi intimidiscono e ne mi condizionano; se ha elementi proceda altrimenti la chiuda ora e metta fine a questo spettacolo indecoroso, poi per ricordarle quanto in precedenza scritto: tutte le esperienze umane finiscono e sarà il tempo a mettere a posto le cose: i Re e le Regine sul loro trono, i Pagliacci e i Burattini nel loro circo e qualche Cetto Laqualunque nel teatrino dei pupi.

Nicolantonio Montepaone
Consigliere Comunale

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