Un albero per quelle vite spezzate

Installato il monumento donato al Comune per ricordare le vittime della statale 106

A Badolato con la partecipazione dei familiari delle vittime della statale jonica 106, del Vescovo monsignor Vincenzo Bertolone, del sindaco di Badolato Gerardo Mannello, dei sindaci del comprensorio, del vice presidente della provincia, Marziale Battaglia, Fabio Pugliese presidente “Basta Vittime 106”, Guerino Nisticò figlio di Franco – Associazione Danilo Lentini, degli alunni dell’Istituto Comprensivo accompagnati dalla preside Lucia Scuteri, associazioni, rappresentanti dei partiti e del comandante stazione carabinieri Luca Massara, è stato istallato “L’Albero dell’ Vita”. un monumento di metallo zincato, donato al comune di Badolato dell’Associazione “Basta Vittime Statale Jonica 106”, Dopo la Santa Messa celebrata dl Vescovo Vincenzo Bertolone, si è proceduto tra tanta emozione dei presenti alla benedizione del monumento. Ricche di significato umano e sociale le parole del Vescovo, verso i familiari delle vittime. Nel ricordare la giornata della gentilezza, si è rivolto ai bambini delle scuole: «A voi il compito di ricordare ai vostri genitori una guida nel rispetto delle regole del codice della strada, velocità moderata, non usare il cellulare, usare le cinture di sicurezza». Il sindaco di Badolato, Gerardo Mannello, nel suo intervento ha dato lettura delle vittime badolatesi sulla 106 con 30 morti dal 1957 al 2016, ricordando anche i quattro giovani morti nell’incidente strdale di S. Caterina dello Jonio All’appello sono seguiti gli applausi dei presenti. «È nostra intenzione – ha detto – ogni anno ripetere questa manifestazione, sperando che le istituzioni, Anas, Regione, Governo Nazionale intervengono per metterla in sicurezza. Un loro dovere verso un territorio che rischia l’isolamento». Fabio Pugliese, si è detto orgoglioso per aver donato al comune di Badolato l’Albero della Vita, grazie ai fondi del 5×1000 donati all’associazione. «L’istallazione dell’Albero della vita, vuole ricordare tutte le vittime della strada, ma anche un ngrande lottatore dei problemi sociali Franco Nisticò, che ha sacrificato la sua vita lottando per la messa in sicurezza della 106 prioritaria rispetto al Ponte sullo Stretto di Messina. Abbiamo scelto questo sito molto caro a Franco, dove si era incatenato per protesta contro le istituzioni per la loro latitanza sulla pericolosità della 106. La nostra associazione continuerà le sue battaglie civili e democratiche, e i suoi ideali». Il vice presidente della provincia di Catanzaro, e vice presidente del consiglio dell’Unione dei Comuni di Isca sullo Jonio Marziale Battaglia ha sollecitato la deputazione calabrese e i sindaci del territorio ad una forte mobilitazione per mettere in sicurezza una delle arterie più pericolose d’italia. Cataldo Fornaro ideatore e realizzatore del monumento, nel suo intervento ha illustrato il significato dell’Albero della Vita. «Un Albero – ha detto – che attraverso i rami vuole dare speranza, cambiare il senso della vita». Guerino Nisticò, con gli occhi lucidi ha ringraziati chi ha voluto realizzare l’Albero per ricordare tutte le vittime e anche il padre, morto tragicamente a Villa S. Giovanni al termine di un suo intervento nella manifestazione di protesta, per dire NO al ponte e SI alla messa in sicurezza della statale 106. «Sono convinto – ha detto Nisticò – che questo Albero della Vita, riuscirà a scuotere la sensibilità delle istituzioni ad ogni livello. Questo territorio abbandonato da oltre 50 anni vuole riscattarsi da punto di vista economico, sociale e culturale. Siamo stanchi di vedere famiglie piangere i loro cari, depositare croci e fiori sulla 106 . Dobbiamo continuare questa battaglia per fare giustizia per onorare le tante vittime, che mio padre definiva “Una Strage di Stato”».

Fonte: Il Quotidiano – Franco Laganà

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