venerdì , 20 ottobre 2017
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Un altro crollo sulla 106, ora è allarme

CATANZARO La foto dice quasi tutto: su un tratto della “nuova” statale 106 – la bretella che conduce a Germaneto – è crollato un muro di sostegno. L’immagine è impressionante, specie per una strada la cui realizzazione è stata completata da poco. Quello che la foto non dice, però, è che gli uomini della Guardia di finanza hanno compiuto un sopralluogo questa mattina per effettuare i primi rilievi e inserire le risultanze nel fascicolo d’indagine aperto dalla Procura di Catanzaro sui cantieri della Jonica, sui lavori effettuati e sui collaudi registrati. E, secondo quel poco che filtra, pare che gli investigatori stiano pensando di proporre il sequestro di quel tratto. Che è quello che mostra – si direbbe – i segni del tempo. Il guaio è che di tempo ne è passato troppo poco perché crolli, avvallamenti e cedimenti siano – e lo sono – all’ordine del giorno. Il sospetto è che la 106 sia stata ammodernata senza troppo badare ai capitolati d’appalto. Ed è per questo che si effettueranno verifiche sui materiali, mentre i finanzieri hanno già sentito alcuni imprenditori e personale che hanno lavorato nei cantieri nel tratto che va da Simeri a Copanello. Proprio mentre si progettano verifiche e continuano gli interrogatori, nei giorni scorsi un altro tratto dell’opera è stato chiuso al traffico. Si tratta dello “svincolo 6” nella corsia Sud, quello che dovrebbe immettere a Germaneto. È il più importante perché immette nella trasversale che porta alla Cittadella regionale, all’Università, al Policlinico e immette sulla Strada dei due mari. Ufficialmente la chiusura è motivata dalla necessità di «… consentire l’esecuzione di “verifiche tecniche” al muro di contenimento della scarpata adiacente alla sede stradale». La Procura, dunque vuole far luce sull’esecuzione dei lavori appaltati dall’Anas: diverse centinaia di milioni di euro.
Secondo filone seguito dagli investigatori è la verifica dell’effettivo rispetto da parte dell’Anas di tutta una serie di protocolli e convenzioni destinati, in teoria, a garantire la qualità ai lavori. E a questo punto il discorso scivola sulla Regione Calabria che, in forza dell’accordo firmato con Anas, ha cofinanziato gli interventi per 190 milioni di euro avendo in cambio facoltà di controllo sulla esecuzione dei lavori stessi. Anche questo è oggetto delle verifiche affidate dalla magistratura alla Guardia di Finanza: accertare se e quali iniziative di controllo siano state poste in essere. (ppp)

 

http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/59269-un-altro-crollo-sulla-106,-ora-%C3%A8-allarme

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