Un San Martino itinerante a Guardavalle centro

Niente di organizzato, un semplice passa parola. Questa è stata la formula vincente che ha visto Guardavalle centro protagonista nella pre-serata dedicata alla festa di San Martino. Per una sera i proprietari dei vari “catoji” hanno aperto, oltre alle botti, le loro porte a chiunque ha voluto assaggiare il vino novello con tavole imbandite di prodotti tipici rigorosamente locali dalla tradizione guardavallese: baccalà fritto, olive nere, salame, soppressate, sottaceti, fagioli, pane casareccio e tutto quello che può servire in una serata tra amici. Molti i giovani che hanno ripreso la tradizione di aprire i “catoji” tramandata dai loro nonni come molti sono i “catoji” rimessi a nuovo e frequentati durante tutto l’anno per trascorre serate all’insegna della buona compagnia e di un buon bicchiere di vino locale che sta portando i vari proprietari a “fare a gara” a chi possiede il locale più bello arredato con oggetti, mobili e intonaci i più antichi possibili. I “catoji” dunque protagonisti con ben sette aperti a tutti creando così una serata itinerante per le vie del centro che ha visto la presenza di numerose persone anche dei paesi limitrofi. I “catoji” aperti con visite itineranti sono stati quelli di Raffaele Campagna, Riccardo Campagna, Nicola Bartolo, Nicola Morello, Antonio Caristo, Claudio Cherubino, Fraietta Giuseppe e Fraietta Agazio. Naturalmente non poteva mancare il momento conclusivo al suono e ballo della tarantella con l’organetto calabrese di Daniele Menniti e la fisarmonica di Nunzio Coscia che hanno fatto ballare tutti i presenti in piazza Immacolata. Di sicuro questa serata sarà un arrivederci al prossimo anno con un’altra bellissima serata itinerante alla riscoperta delle tradizioni.

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