Agevolazioni ai negozi del borgo

Previste deroghe per favorire le nuove aperture

Andare incontro alle esigenze delle attività commerciali del centro storico, sia quelle esistenti che quelle che potranno aprire in futuro. È con questo obiettivo che l’amministrazione comunale di Guardavalle ha proposto al consiglio di approvare gli indirizzi tecnici relativi ai requisiti igienico-sanitari per i locali commerciali e per attività di servizi, in deroga alle normative regionali e nazionali vigenti. Sono stati fissati dei parametri meno restrittivi, per facilitare l’apertura di nuove attività nel centro storico che, per la conformazione dei suoi fabbricati, renderebbe difficile l’adeguamento ai criteri previsti dalla legge in materia di igiene edilizia e di agibilità sanitaria. Sul punto ha relazionato il consigliere con delega all’urbanistica Cosimo Bava. «I fabbricati del centro storico – ha spiegato – sono antecedenti alla legge con cui sono stati indicati la misura minima dell’altezza, nonché i requisiti di aero-illuminazione dei locali e pertanto non rispettano i criteri introdotti successivamente alla loro realizzazione. È necessario – ha detto – andare in deroga a questi parametri, anche per quanto riguarda la legge sulle barriere architettoniche. L’applicazione di queste normative andrebbe ad incidere in modo significativo sull’assetto del centro storico». La pratica è passata con il voto unanime di tutti i consiglieri, anche quelli del gruppo di minoranza “Civiltà politica”, non senza, però, alcuni avvertimenti e suggerimenti da parte del consigliere Antonio Purri nel merito degli indirizzi in deroga, oggetto della discussione. «Siamo d’accordo – ha detto – che sia necessario tenere conto delle esigenze espresse in tal senso, ma sarebbe opportuno convocare un tavolo di concertazione con l’Asp per evitare che chi intende aprire un’attività, facendo leva sulle deroghe introdotte con i nuovi indirizzi tecnici, debba incorrere in sanzioni e in spese, per l’eventuale non conformità dei locali ai parametri dell’Asp, che sono molto stringenti. Creeremmo – ha spiegato – un danno alle attività e, di conseguenza, anche all’ente, esponendolo ad eventuali richieste di danni». Il vicesindaco Giuseppe Caristo ha sottolineato che, negli stessi indirizzi, è previsto che l’ammissione di eventuali deroghe sia comunque concordata con l’Asp, previa consultazione. Caristo ha spiegato che si tratta di un primo passo, anche in vista dell’adozione del Piano strutturale associato e, quindi, dell’aggiornamento dello strumento edilizio.

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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