L’assessore Randazzo replica a Tedesco

"Quanti mi hanno sostenuto vogliono un cambiamento"

La campagna elettorale per le amministrative 2018 è ormai ampiamente conclusa, il consiglio comunale si è insediato quindici giorni fa, ma dalle scarpe dei protagonisti della politica locale continuano ad uscire sassolini. Dopo le dichiarazioni al vetriolo del dub Forza Italia Guardavalle, uscito sconfitto dalla competizione elettorale, è il neo assessore ai Lavori pubblici Agazio Randazzo a prendere la scena per replicare alle dichiarazioni rese nel consiglio d’insediamento dal capogruppo dell’opposizione Antonio Tedesco. Randazzo ha ottenuto ben 408 preferenze. Un exploit clamoroso, essendo stato il più votato in assoluto, che ha fatto dire agli avversari del sindaco Pino Ussia che la vittoria della sua lista sia in gran parte dipesa dall’affermazione personale del singolo candidato e non piuttosto dalla performance dei candidati espressione del Partito democratico che ha sostenuto convintamente la ricandidatura di Ussia. «Oggi il consenso – aveva detto Tedesco in aula – e soprattutto in questa campagna elettorale non avviene, se non in misura sempre più ridotta, attraverso i partiti con le loro idealità e programmi, ma per vie diverse, attraverso piccoli e piccolissimi favori. Ciò riguarda un po’ tutti. Le preferenze date in maniera spropositata ad un solo candidato, Agazio Randazzo, ne è la prova concreta. Io personalmente – aveva dichiarato – non credo a questo fenomeno di cui si parla tanto. Penso, invece, che alcuni gruppi di persone abbiano organizzato il proprio consenso e riversato le proprie preferenze su un unico candidato, probabilmente per un ritorno, in un futuro non molto lontano». Parole al vetriolo alle quali l’assessore Randazzo ha replicato, rivendicando la libertà e la capacità di discernimento degli elettori che hanno deciso di riporre in lui la loro fiducia e spiegando le ragioni che l’hanno spinto a scendere in campo. «I veri cambiamenti – ha detto – si operano dall’interno del sistema, ecco perché, sempre vicino ai malumori delle piazze, decido di sfuggire a critiche e polemiche sterili. Non sono un fenomeno (gli unici fenomeni che conosco giocano nella Juventus – ha precisato, concedendosi una battuta calcistica – ma sono una persona semplice che ha scoperto di avere intorno molte persone che credono in me e che come me aspirano ad un cambiamento. La nostra collettività – ha aggiunto – è formata da persone dotate di libero arbitrio ed è per questo che l’espressione del loro volere non deve essere mai oscurata con frasi o insinuazioni poco chiare». «Non sono portatore di interessi di singoli cittadini odi “gruppi” – ha ancora rimarcato – ma, come promesso in campagna elettorale (ormai ampiamente conclusa) opererò nell’interesse esclusivo della comunità di Guardavalle (compresi i sostenitori della lista n. 1), che mi ha onorato ed onerato di una gran-de responsabilità. I miei concittadini saranno il mio giudice».

 

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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