Origini guardavallesi per Mirco Pio Coniglio che ha commosso i giudici di “The Voice 2018”

Non poteva andare meglio la serata di Mirco Pio Coniglio, il 21enne di origini bivongesi ma residente da qualche anno a Bergamo che nella serata di giovedì 12 aprile ha partecipato alle selezioni di The Voice, il talent musicale in onda su Rai 2. Il ragazzo, che studia all’Università di Bergamo è riuscito con un’interpretazione da brividi della canzone di Ermal Meta «Piccola anima» a convincere tutti i giudici. In studio ad assistere alla sua esibizione erano presenti i genitori, Annamaria Campagna e  Aldo Coniglio con la nonna Sapienza Ussia. J Ax ha commentato: «Tu mi hai fatto sentire bene, sei il colore finale per la mia squadra». Cristina Scabbia si è commossa. Alla fine Mirco ha scelto al squadra di Francesco Renga, una scelta dettata dal cuore, come lui stesso ha detto nel momento della decisione.

Una voce che penetra l’anima e una buona dose di allegria. Si chiama Mirco Pio Coniglio ed è originario di Bivongi (RC), il giovane talento che ha conquistato il pubblico e lo staff di “Io canto” nelle ultime edizioni, il talent show per piccoli prodigi in onda su Canale 5 e presentato da Gerry Scotti. Semplicemente con la sua voce e una solarità tipica del Sud, Mirco è riuscito in ogni esibizione a donare alla giuria e al pubblico il calore e la passione dei Calabresi sfoderando un talento innato apprezzato anche dalla critica. La potenza vocale e un timbro unico per la giovane età, ci lascerà ancora una volta esterrefatti ma soprattutto, ci regalerà quella magia e quella purezza che solo i bimbi riescono a donare agli adulti. Mirco si è fatto amare sin da subito al talent show con una straordinaria interpretazione di “Perdere l’amore”, canzone di Massimo Ranieri ì vincitrice del festival di Sanremo del 1988, che ha riscosso notevoli apprezzamenti tra i giurati.
Nonostante la giovanissima età, Mirco Pio ha un curriculum invidiabile: a sei anni partecipa al concorso “Bimbo Show condotto da Paolo Marra di Video Calabria classificandosi al quinto posto; nel 2007 si piazza al secondo al I° Festival Canoro di Musica e Canto dei ragazzi di Stilo e primo nella categoria interpreti ed ancora, sempre lo stesso anno, conquista il primo posto nella kermesse di San Lucido. Nel 2008 ancora un secondo posto a Stilo e a Montepaone e terzo posto al “Bimbo Show” di Pizzo. Nel 2009, quinto posto a Livorno al “Golden Disc” dove partecipa anche come paroliere con la sua canzone “Addio” musicata dal Maestro Antonio Andrea Gallelli e conquista l’ottava posizione su 80 concorrenti quasi tutti adulti. Ma il percorso di Mirco non è ancora completato: si distingue alla kermesse “Microfono d’Oro” a Laureana di Borrello dove vince il primo premio, secondo “Una voce per lo Jonio” a Davoli ed infine al Politeama di Catanzaro nel concorso “Adesso Insegno Io” si appropria del primo posto.
Mirco Pio è un ragazzino semplice, cresciuto a pane e internet come tanti bambini di oggi che, immersi nel mondo virtuale della rete, immaginano di essere tutti uguali e di avere tutti le stesse opportunità. E ci provano. E a volte riescono. Perché ci hanno provato. Perché ci hanno creduto ed hanno sognato.
Mirco tiene duro di settimana in settimana nella difficile avventura di IO CANTO, si fortifica, cresce e vince. Nell’ edizione del 2009, si aggiudica nella terza puntata il premio della giuria presieduta da Claudio Cecchetto, nonché il premio della Critica nella finalissima. Nell’ edizione del 2010 alla sesta puntata Mirco Pio vince di nuovo il premio per la giuria e della critica.
L’impegno e la passione di Mirco sono stati riconosciuti anche dalla Provincia di Reggio Calabria che ha voluto consegnare al giovane talento una borsa di studio per poter proseguire sulla questa strada studiando e crescendo artisticamente. Inoltre l’accademia “Amadeus di Chieti” lo ha premiato come “ragazzo prodigio” cosi come il Comune di Pescara.
Mirco Pio ha intrapreso anche un’altra dura prova quella di cimentarsi come “cantautore” dedicando una canzone ad un tema molto toccante e particolare come quello della lapidazione e alla violenza sulle donne. Il titolo è “Sipario”.

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