Si apre la seconda era Ussia

Il sindaco: sette eletti su nove sono del PD che si conferma primo partito

Un consiglio comunale sopra le righe, quello che si è celebrato per l’insediamento della nuova amministrazione, dopo la vittoria della lista “Trasparenza e partecipazione” che ha confermato il sindaco Pino Ussia alla guida dell’ente. Strascichi di una campagna elettorale al vetriolo hanno scompaginato i rituali della seduta d’insediamento. Dopo la convalida degli eletti, il giuramento del sindaco e la nomina del presidente del consiglio Francesco Menniti e del vicepresidente Francesco Montepaone, è il discorso del consigliere Antonio Tedesco,candidato a sindaco sconfitto alla testa della lista “Civiltà politica” ad agitare gli animi. Un discorso lungo 23 minuti, puntualizza il presidente del consiglio, che più di una volta ha interrotto il consigliere di minoranza, invitandolo ad essere più conciso e a rispettare i tempi dettati dal regolamento. L’intervento di Tedesco parte con le scuse nei confronti dei suoi candidati per la sconfitta subita di cui dice di sentire tutto il peso e di cui si assume la responsabilità, provando a fornire le ragioni del perché il progetto nato intorno alla lista “Civiltà politica” sia naufragato. Fin qui tutto sembra filare liscio, finché Tedesco non ha dichiarato che a prevalere sulla capacità e le idee sono stati i piccoli favori e finché non ha tirato in ballo persino la parrocchia, che Tedesco accusa di essere entrata “a gamba tesa” nella campagna elettorale con un appello al voto a favore dell’amministrazione uscente. «Infatti il vescovo —continua imperterrito il consigliere, nonostante i richiami del presidente Menniti — al termine  della festa del patrono si è espresso in tal senso, lasciando molti esterrefatti. Intervento inopportuno e fuori da ogni logica di correttezza, proprio nel luogo in cui si predica la retta via». Poi, dopo aver riferito di alcune espressioni non proprio benevole che alcuni esponenti del Pd locale gli avrebbero rivolto, tira in ballo la religione, affermando che ha prevalso il dio della paura su quello dell’amore. «Non hai ancora capito, consigliere, che noi abbiamo vinto e tu hai perso – è la replica del sindaco Ussia – Non mi coglie di sorpresa il tuo intervento, perché tu non riesci ad accettare la sconfitta, ti sei comportato così tutte le volte che hai perso, lo hai fatto nel 2001 quando hai rovinato la festa all’allora sindaco Antonio Purri e poi nel 2011, quando hai perso contro l’architetto Tedesco. Se andiamo a guardare i numeri, tu non sei un cavallo vincente, sei un cavallo perdente e quando hai vinto, lo hai fatto grazie alla squadra che avevi dietro. È grazie a Peppe Caristo o a Pino Ussia che hai ottenuto i risultati. Messo mi ritieni inidoneo, ma quando ero tuo vicesindaco, invece, andavo bene. Al contrario di quello che pensi, il Pd è un partito vivo, in questa maggioanza, sette eletti su nove sono del Pd. Te la sei presa persino con la Chiesa; non ti ha voluto la cittadinanza, è inutile che te la prendi con il mondo intero, devi prendertela solo con te stesso, per la scelta che hai fatto».

Fonte: Gazzetta del Sud – Letizia Varano

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