Sigilli ad opere abusive dell’Enel

Intervento dei Carabinieri Forestali a Guardavalle

Abusivismo edilizio nel comune di Guardavalle e stop ai lavori di sbancamento e rifacimento della linea di media tensione effettuati dall’Enel divisione infrastrutture e Reti Italia, macro area territoriale sud con sede in Catanzaro. Ad intervenire mettendo i sigilli al cantiere, i carabinieri forestali della Stazione di Davoli. Le opere, eseguite da una ditta esterna appaltatrice e autorizzate dal responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Guardavalle, riguardavano la sostituzione di alcuni sostegni e la realizzazione di alcuni tratti in rame nudo con cavo “elicord” la cui funzione è quella di tenere tesa la linea aerea da traliccio a traliccio per poter meglio far passare i cavi della media tensione. Evidentemente l’inizio di questi lavori sarebbe dovuto avvenire seguendo un iter specifico di prescrizioni nell’osservanza dalle vigenti disposizioni in materia edilizia e di urbanistica, di igiene, di polizia locale, di circolazione, di sicurezza sul lavoro e in conformità alla planimetria presentata. La media tensione viene utilizzata per collegare diverse unità abitative come palazzi, schiere di ville o anche piccoli fabbricati che comunque non richiedono l’erogazione dell’alta tensione. Non sono tante le prescrizioni cui il concessionario è tenuto all’osservanza, però, vi è quella che prevede, potendola definire una delle più importanti, prima dell’inizio all’esecuzione dei lavori è l’obbligatorietà della dotazione necessaria di tutti i nulla osta atti ad autorizzare la loro esecuzione, compreso quello forestale nel caso di taglio di alberi. Ed è proprio per la mancanza di diversi nulla osta che sarebbero dovuti essere rilasciati dagli uffici competenti la causa del sequestro di queste area. Il sequestro convalidato dal magistrato ha interrotto la prosecuzione di questo intervento abusivo che riguarda una superficie complessiva di svariati km dove insistono sbancamenti e costruzione di plinti in cemento. Il luogo dei lavori, dove in alcuni tratti è stato effettuato il sequestro, inizia dal comune di Guardavalle superiore sino ad arrivare alla sua frazione denominata “Elce della vecchia”.

Fonte: Gazzetta del Sud – Mario Arestia

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