Stilo – Intimidazione ai titolari del Diving

Violenta escalation. Nei giorni scorsi il rogo del minibus di una coop

Incendiari ancora in azione in pieno centro urbano. A distanza di circa due settimane, ancora due mezzi presi di mira dalla banda del cerino. Ieri mattina, prima dell’alba, poco prima delle quattro, sulla centralissima via Marconi di Stilo, sono stati distrutti dalle fiamme il veicolo commerciale Fiat Scudo a nove posti e un gommone professionale Zodiac 600 a 16 posti. I due mezzi erano parcheggiati uno dietro l’altro, davanti alla sede del Diving Center Punta Stilo, associazione alla quale i mezzi distrutti appartenevano. I titolari del Diving Center, i coniugi Mario Tassone e Alfina Carnovale, quando sono stati avvertiti nella notte di quanto stava accadendo, si sono precipitati sul posto e hanno potuto soltanto verificare che il Fiat Scudo era già completamente avvolto dalle fiamme. Hanno tentato solo di salvare il gommone, che già era stato distrutto parzialmente. Con un atto di coraggio hanno allontanato dal fuoco il mezzo natante, posizionandolo poco distante. Ma comunque anche il gommone è quasi del tutto inservibile. I vigili del fuoco, arrivati dal distaccamento di Siderno, non hanno potuto evitare i danni ingenti provocati dalle fiamme. Sul posto solo un ammasso di lamiere bruciate. I Carabinieri, la cui stazione è ubicata a poche decine di metri dal luogo dove è avvenuto il raid, hanno effettuato i rilievi necessari e avviate le indagini al fine di capire e trovare indizi validi a inquadrare l’accaduto. Un fatto reso ancora più grave perché, poco meno di due settimane addietro, ad una manciata di metri da via Marconi un pulmino del servizio Chiamabus della Città Metropolitana di Reggio Calabria, gestito da una cooperativa sociale del luogo, formata da giovani impegnati nella promozione turistica del territorio, è andato in fumo. Ma anche i mezzi bruciati ieri notte a Stilo erano in dotazione dell’associazione Diving Center Punta Stilo per servizi di protezione civile, a livello nazionale, regionale e provinciale. Il Diving di Mario Tassone e Alfina Carnovale esiste dal 1985. Una vera e propria istituzione, che negli anni si è distinta in vari campi, dalla scoperta di siti archeologici sottomarini, ai corsi di specializzazione in subacquea, alla protezione civile, tanto da ottenere riconoscimenti da parte della Presidenza della Repubblica, dal Ministero dell’Interno, da numerose altre organizzazioni, sia governative che di certificazione subacquea. L’associa – zione Diving Center di Stilo è stata ritenuta la più meritevole dalla Protezione civile regionale calabrese, tanto da avere assegnati negli anni mezzi di soccorso per diverse centinaia di migliaia di euro. Un Diving all’avanguardia, punto di riferimento anche per i numerosi appassionati di subacquea provenienti anche dall’estero, gestito da un’intera famiglia, da Mario Tassone, dalla Moglie Alfina Carnovale e dalle tre figlie. Una missione di volontariato per tutti. E tutti, ieri, di fronte a quanto è successo, sono rimasti increduli e non per nulla scoraggiati. Sono pronti a ripartire. Certo, le cose successe lasciano il segno e tante domande. Ad una di esse risponde senza tentennamenti Mario Tassone: «E’ stato un atto intimidatorio a scopo estorsivo». E con garbo si scusa per non potere aggiungere altro. Ogni parola in più potrebbe compromettere le indagini dei xarabinieri. Il sindaco, Giancarlo Miriello, a nome dell’intera amministrazione comunale, ha diramato una nota di condanna per il gesto vigliacco e di solidarietà a Mario Tassone e famiglia.

di FRANCESCO SORGIOVANNI

Il Quotidiano del Sud

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